Bonus per ristrutturare

Ristrutturazioni e Detrazioni fiscali 50%

Ristrutturare casa oggi è più conveniente.

Grazie al Bonus ristrutturazioni, puoi recuperare il 50% delle spese di ristrutturazione sostenute per i lavori, fino a un limite di spesa di 96.000 € per unità immobiliare.
Domidea ti accompagna in ogni passaggio: progetto, realizzazione, documentazione e assistenza fiscale. Senza stress, senza errori, senza perdere tempo.

Come funziona il bonus per
ristrutturazione immobili

Dal 1° gennaio 2026, le detrazioni per le ristrutturazioni permettono di recuperare il 50% sulle spese sostenute, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare: spendendo 90.000 euro in lavori di ristrutturazione e materiali, tramite le agevolazioni fiscali è possibile detrarne 45.000 dalla dichiarazione dei redditi.

La detrazione viene distribuita in 10 quote annuali di pari importo direttamente sull’IRPEF.

Un esempio pratico:

Spesa totale: 50.000 €

Recuperi in 10 anni: 25.000 € (2.500 €/anno)

Un grande risparmio, in modo semplice e tracciato.

Interventi detraibili con
il bonus ristrutturazione

Gli incentivi per la ristrutturazione di casa coprono una vasta gamma di lavori, sia su singole abitazioni che su parti comuni condominiali, vediamo cosa rientra nella ristrutturazione al 50%.

Alcuni degli interventi ammessi dal bonus 50% ristrutturazione:

  • Ristrutturazioni edilizie e manutenzioni straordinarie
  • Sostituzione infissi e serramenti
  • Rifacimento bagni e impianti
  • Costruzione di scale, rampe o ascensori
  • Recinzioni, tetti, facciate, balconi
  • Realizzazione di nuovi servizi igienici
  • Installazione di impianti di sicurezza

Per un elenco completo puoi consultare l’Art. 3 del DPR 380/2001.

Con Domidea, è tutto più semplice

Cosa facciamo per te:

Ti forniamo progetti e preventivi dettagliati, idonei per accedere al bonus per ristrutturare.
Gestiamo le pratiche con attenzione e competenza.
Controlliamo i requisiti e gli adempimenti necessari per usufruire delle detrazioni per le ristrutturazioni e ti forniamo tutta la documentazione necessaria, già pronta per la dichiarazione dei redditi:

  • Fatture e “bonifici parlanti”
  • Relazioni tecniche
  • Documenti catastali e comunali

Perché scegliere Domidea

Domidea è più di un’impresa edile: è un partner completo per il tuo progetto di ristrutturazione.
I nostri punti di forza: architetti dedicati e soluzioni su misura, un unico referente per tutto il progetto, assistente fiscale per non perdere nemmeno un euro di detrazione fiscale sulla ristrutturazione, tempistiche certe e gestione documentale completa.

Sfrutta al massimo il Bonus per Ristrutturare

Il Bonus Ristrutturazione è attualmente in vigore fino al 31 dicembre 2026, salvo eventuali proroghe. Le agevolazioni fiscali sono riconosciute per interventi effettuati su immobili ad uso residenziale, inclusi appartamenti, ville, villette e parti comuni degli edifici condominiali. Le detrazioni possono essere richieste sia per l’abitazione principale, con aliquota fino al 50%, sia per seconde case e immobili destinati a vacanze o villeggiatura, per i quali sono previste percentuali di detrazione inferiori.
Prima ristrutturi, prima inizi a risparmiare.
Non perdere questa opportunità per migliorare casa e qualità della vita.

Perché approfittarne ora

Le Detrazioni Fiscali del 50% sono in vigore fino al 31/12/2026, salvo proroghe.

Approfitta dei bonus 50% per ristrutturazioni e dei finanziamenti per ristrutturare: prima ristrutturi, prima cominci a risparmiare. E con Domidea, lo fai senza interessi e con la massima tranquillità.

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DOMANDE FREQUENTI SU BONUS E INCENTIVI PER RISTRUTTURARE NEL 2026

Per le spese sostenute nel 2026, il Bonus ristrutturazioni prevede una detrazione IRPEF del 36%, calcolata su un importo massimo di 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

L’aliquota sale al 50% quando l’intervento riguarda l’abitazione principale e la spesa è sostenuta dal proprietario dell’immobile o dal titolare di un diritto reale di godimento, come usufrutto, uso o abitazione.

Di conseguenza, una spesa di 80.000 euro può generare una detrazione complessiva di 40.000 euro al 50%, oppure di 28.800 euro al 36%, da ripartire in dieci quote annuali di pari importo.

Per ottenere l’aliquota al 50%, l’immobile deve essere adibito ad abitazione principale dal contribuente che sostiene le spese e che ne è proprietario o titolare di un diritto reale.

L’abitazione principale è, in sostanza, quella nella quale il contribuente dimora abitualmente. La destinazione può essere acquisita anche al termine dei lavori, purché siano rispettate le condizioni previste dalla normativa.

La semplice proprietà di un immobile non è quindi sufficiente: una seconda casa, una casa per le vacanze o un appartamento concesso in locazione ricadono normalmente nell’aliquota ordinaria del 36%.

Sulle singole unità residenziali sono generalmente agevolabili gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.

Possono rientrare, per esempio, la modifica della distribuzione interna, la realizzazione o lo spostamento di pareti, il rifacimento degli impianti elettrici e idraulici, la creazione di un secondo bagno, la sostituzione degli infissi con caratteristiche diverse e gli interventi necessari a migliorare la sicurezza dell’abitazione.

La manutenzione ordinaria eseguita soltanto all’interno di un appartamento, come la semplice tinteggiatura o la sostituzione di pavimenti senza opere più ampie, non dà normalmente diritto al bonus. Può però diventare agevolabile quando è collegata e necessaria a un intervento di categoria superiore.

Sì. Oltre al costo materiale dei lavori, possono essere comprese nella detrazione diverse spese strettamente collegate alla ristrutturazione.

Tra queste rientrano, quando necessarie, la progettazione, le prestazioni professionali, i sopralluoghi, le perizie, le relazioni di conformità, la direzione dei lavori, il coordinamento della sicurezza e la predisposizione delle pratiche edilizie.

Possono essere considerate anche le spese per autorizzazioni, diritti amministrativi, imposte di bollo e altri oneri connessi all’esecuzione degli interventi. Tutti i costi devono essere documentati e riferibili a lavori effettivamente agevolabili.

Le spese devono essere pagate mediante il cosiddetto bonifico parlante, bancario o postale. Il pagamento deve riportare la causale prevista per le agevolazioni edilizie, il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita IVA dell’impresa o del professionista che riceve il denaro.

È importante conservare fatture, ricevute dei bonifici, eventuali autorizzazioni edilizie, documentazione catastale, delibere condominiali e ogni altro documento utile a dimostrare la regolarità dell’intervento.

Un bonifico ordinario incompleto può creare problemi. In alcuni casi l’errore può essere corretto ripetendo il pagamento o acquisendo una dichiarazione dell’impresa, ma è preferibile impostare correttamente la procedura fin dall’inizio.

Sì. Per gli acquisti effettuati nel 2026 è prevista una detrazione IRPEF del 50%, calcolata su una spesa massima di 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare oggetto di ristrutturazione.

Il bonus riguarda mobili nuovi e grandi elettrodomestici destinati ad arredare l’immobile ristrutturato. L’intervento edilizio deve essere iniziato prima dell’acquisto dei beni, anche se non è necessario che le spese di ristrutturazione siano già state pagate.

La detrazione massima ottenibile è quindi di 2.500 euro, ripartita in dieci quote annuali. Il limite di 5.000 euro comprende anche le spese di trasporto e montaggio. I pagamenti possono essere eseguiti con bonifico, carta di credito o carta di debito, ma non in contanti o con assegno.

Lo stesso costo non può beneficiare contemporaneamente di due detrazioni differenti. Quando un intervento può rientrare sia nell’Ecobonus sia nel Bonus ristrutturazioni, il contribuente deve scegliere quale agevolazione applicare a quella specifica spesa.

Nel 2026 anche l’Ecobonus prevede generalmente una detrazione del 36%, elevata al 50% per gli interventi sull’abitazione principale in presenza dei requisiti previsti.

All’interno di un progetto complesso è però possibile utilizzare agevolazioni diverse per lavorazioni distinte, purché i costi siano separati, correttamente contabilizzati e non sovrapposti. Per esempio, una voce relativa alla distribuzione interna può rientrare nel Bonus ristrutturazioni, mentre un intervento energetico autonomo può essere valutato secondo le regole dell’Ecobonus.